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Il fotovoltaico Italiano in crescita con qualche rimpianto

Secondo le stime della’Epia (European Photovoltaics Industry Association), il cui congresso si è tenuto a Francoforte, alla fine del 2009 il mercato fotovoltaico italiano conoscerà una crescita dell’8%, risultato lusinghiero visti i tempi che corrono ma che non può che deludere se confrontato con le aspettative di qualche mese addietro quando si parlava di anno boom per il nostro paese.
Tali aspettative tuttavia non tenevano conto della crisi economica di cui ancora non si era percepito  la lunghezza, e neanche del tonfo spagnolo, gravido di conseguenze a livello globale.
La Spagna infatti si troverà a crescita zero e dopo un paio di annate da record grazie ad una pioggia di incentivi governativi, tutto il settore dovrà fare i conti con l’improvvisa riduzione di questi ultimi a meno di un quarto rispetto all’anno scorso.
Di conseguenza moltissime aziende spagnole stanno chiudendo con relativa perdita di migliaia di posti di lavoro, per assurdo proprio in un periodo in cui la produzione stava accelerando. Così oggi queste aziende, con i magazzini pieni, sono costrette ad abbassare i prezzi per cercare di sopravvivere in un classico scenario da crisi di sovrapproduzione.

Da questo punto di vista stanno significativamente meglio le aziende italiane, che pure in salute non ottima, hanno risentito meno della frenata proprio perchè erano cresciute meno.
Il problema è che i finanziamenti bancari per il settore nel nostro paese sono una frazione rispetto a per esempio quelli Francesi (in previsione di crescita del 43% durante il 2009).
Le banche italiane mostrano scarso gradimento per i grandi progetti fotovoltaici, anche se nel medio/lungo termine il ritorno è garantito.
Questa diffidenza ovviamente rallenta la crescita del mercato, e sta probabilmente facendo perdere occasioni storiche alle nostre aziende, in un periodo fondamentale di avvicinamento alla soglia della Grid Parity cioè la parità di convenienza tra il costo dell’elettricità proveniente dalla rete con quello del fotovoltaico, senza alcun incentivo.
Proprio il raggiungimento della Grid Parity, secondo alcuni esperti, avverrà in Italia nel giro di pochi anni e sarà la molla che permetterà di fare un salto di qualità fondamentale a  tutto il settore.
Resta anche da valutare l’impatto che le nuove politiche americane di rilancio delle energie alternative, che si farà sentire tra qualche mese.
Insomma osservando la situazione in prospettiva quindi, la momentanea frenata appare quasi fisiologica, ma lascia rimpianti su come un simile scenario potrebbe risultare molto più positivo con una maggiore dose di coraggio e di flusso di capitali.